Monte Duro, mediterraneità e relitti della glaciazione

I caratteristici Muri del Diavolo visti dalla SS 63

Escursione: Monte Duro, mediterraneità e relitti della glaciazione, 14 giugno 2020

Nonostante le previsioni meteo non proprio concordi e la pioggia battente perdurata fino alla tarda notte di sabato, l’escursione si è svolta in ottime condizioni meteorologiche, con sprazzi di vero sole, e con percorribilità dei sentieri ancora molto buona, e nessuna pioggia.

Dopo il briefing, il gruppo ha cominciato la salita verso Case di Casino, attraversando l’abitato di Cuccagna.

Figura 1: Spartium junceum (ginestra odorosa), Cuccagna

Figura 2: il gruppo in salita ordinata verso la Fattoria di Case di Casino

Giunti nei pressi della Fattoria di Case di Casino, dopo la sosta d’obbligo alla fonte, abbiamo avuto la piacevole opportunità offerta dal proprietario di assaggiare squisite ciliegie “morette” e di assistere ad una efficace lezione improvvisata sulla apicoltura e sul processo di fabbricazione del miele, in questo caso esclusivamente da fiori di ciliegio.


Figura 3: la fonte di Case di Casino e lezione improvvisata sul processo di fabbricazione del miele e sulla apicoltura

Figura 4: il sig. Vincenzo Bigliardi di Case di Casino spilla miele alla spina, una bomba di sali minerali ed energie

Figura 5: Federica e Laura, le partecipanti più giovani

Figura 6: Le caratteristiche ruote di carri agricoli ornano i muri esterni della Fattoria di Case di Casino

Il cammino prosegue verso la cresta est del Monte, alla ricerca dei primi esemplari di Pino silvestre, relitti della glaciazione.

Figura 7: il cammino prosegue verso la cresta est, molte le interruzioni per fotografie e considerazioni di carattere naturalistico

Figura 8: siamo ormai sulla cresta est del Monte

Figura 9: Tesfaye & Victor, “les étrangeres”, dalla provincia di Parma 🙂

Figura 10: foto di rito ai monumentali pini silvestri che si osservano sulla cresta est

Ci spostiamo ora verso la cima: l’attraversamento di qualche bosco ceduo di Carpino, Orniello e Castagno ci offre qualche fungo interessante:

Figura 11: Psathyrella candolleana

Figura 12: Russula cyanoxantha (ottimo commestibile)

Figura 13: Russula vesca (ottimo commestibile)

Figura 14: poco prima della vetta, panorami tra i Pini silvestri

Ancora un po’ di salita e arriviamo alla cima del Monte (738 m). Un frugale pranzo e un po’ di riposo, rispettando rigorosamente le distanze interpersonali…

Figura 15: il pranzo in vetta

Figura 16: Corrado & Marta

Ora si marcia sulla dorsale est-ovest del monte: a sinistra, verso sud, un panorama arido a Pino silvestre, e a destra verso nord boschi di Faggio, inusuale a queste quote.

Camminiamo in attesa di intraprendere la deviazione verso il caratteristico poggio di Case di Monte Duro, abbandonato da anni.

Figura 17: Davide alle prese con un contorto, datato e sofferto esemplare di Pino silvestre, in una cresta battuta dal vento sulla dorsale est-ovest del Monte

Figura 18: il Poggio di Case di Monte Duro, un tempo abitato da contadini

Figura 19: Elena e Paolo sul Poggio

Figura 20: Iris sp. e Iris germanica, ormai rinselvatichiti, che un tempo adornavano il giardino della Fattoria

Figura 21: Polyommatus icarus (Lycaenidae) in accoppiamento nel prato

Figura 22: Anacamptis pyramidalis (Orchidaceae), diffusa un po’ dappertutto sul Poggio

E’ tempo di ridiscendere, attraversando trasversalmente le piccole valli formate dai Rii che scendono dalla dorsale principale del Monte.

Il Rio della Vena offre una valle molto particolare, con alte e rade piante di Ostrya carpinifolia (Carpino nero) e Faggio (Fagus sylvatica), su un sottobosco fitto e intricato. Le piante si sono progressivamente inclinate, alcune cadendo, probabilmente per la franosità del terreno. In questa zona vi è anche una antica sorgente, oggi intubata da una captazione.

Figura 23: il gruppo in cammino tra i radi carpini e faggi, tipicamente inclinati, della testata della piccola valle del Fosso della Vena

Figura 24: Digitalis lutea (molto velenoso) e Stachys sylvatica (stregona dei boschi), nelle zone umide della valle del Fosso della Vena

Figura 25: I caratteristici faggi della valle del Fosso della Vena

La giornata si è conclusa al bar della Bettola, svuotando le scarse riserve del bar-ristorante, tra qualche bicchiere di lambrusco locale e qualche boccale di birra fresca…

Figura 26: fotogruppo finale davanti al Monumento dei Caduti della Bettola

Figura 27: i caratteristici Muri del Diavolo come si osservano dalla SS 63

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